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Salvate Aldo Moro

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Francesco Grignetti

Salvate Aldo Moro.
La trattativa e la pista internazionale


26 aprile 2018
pp. 164
€ 15,00
ISBN 9788898231942







DESCRIZIONE

Furono giorni convulsi, quei 55 giorni tra via Fani e via Caetani. Ma tra l’aprile e il maggio 1978, quando tutto sembrava precipitare, con l’aiuto di Arafat e del Maresciallo Tito, i servizi segreti italiani cercarono una trattativa con le Brigate rosse per salvare la vita di Aldo Moro, passando per i palestinesi di George Habbash, la banda Carlos, i tedeschi della Baader-Meinhof. I rapporti tra gruppi terroristici e la galassia internazionale dei movimenti “rivoluzionari” esistevano da lungo tempo, si trattava di riattivare certi contatti.
Le mediazioni andarono molto avanti, al punto che il 9 maggio era in programma uno scambio che avrebbe avuto dell’incredibile: alcuni terroristi tedeschi, catturati in Jugoslavia, sarebbero stati liberati e portati in Medio Oriente in cambio della vita dello statista italiano e per le Br l’agognato “riconoscimento politico” sarebbe giunto dai Paesi non allineati. All’ultimo tutto saltò.
Nel libro vengono finalmente ricostruite le tappe di questa pista internazionale. Una ricostruzione asciutta, scevra di fantasie e connessioni ardite, esclusivamente composta di fatti e documenti. Che ci aiuta a capire alcuni contorni e passaggi essenziali di quelle drammatiche giornate.
Ne emerge – nitido e inquietante – il racconto di una trattativa sommersa e parallela che avrebbe potuto cambiare il corso della storia e della politica in Italia.

Quarta di copertina
"Le lettere di Moro erano un messaggio. Ci dicevano: andate a bussare alla porta dei palestinesi"


 

Polvere di 5 Stelle

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Marika Cassimatis

Polvere di 5 Stelle.
Un viaggio nella grande illusione

8 febbraio 2018
pp. 200
€ 16,00
ISBN 9788898231867







DESCRIZIONE

“Fidatevi di me”. Finisce così, con questa frase di Beppe Grillo, l’avventura di Marika Cassimatis nel Movimento 5 Stelle. Dopo avere vinto le primarie per la candidatura a sindaco di Genova, Cassimatis viene sconfessata dal leader maximo del M5S, che con un tratto di penna annulla il voto degli elettori grillini. È l’ultimo di una serie di episodi che in tutta Italia hanno fatto gridare al tradimento del sogno iniziale di democrazia diretta dal basso. Un sogno polverizzato con le espulsioni degli attivisti a colpi di post scritti sul Blog o di decisioni prese senza rispettare le stesse regole interne del Movimento.
Cassimatis, con l’aiuto di varie testimonianze, racconta i progetti e le battaglie dei MeetUp, base fondativa del M5S, poi abbandonati a favore della creazione di un partito con caratteristiche “originali” ma con una regia ipercentralizzata. Dove non c’è più “l’uno vale uno” e manca quella trasparenza tanto pretesa dalla “vecchia politica” nella gestione dei finanziamenti o nel processo decisionale. Su tutto aleggia la Casaleggio Associati, con i suoi uffici milanesi accessibili a pochi, ma con un potere illimitato sui militanti e sul partito.

Questo libro è un diario, è la storia di un viaggio, di una speranza, di una passione e di una cocente disillusione.

Quarta di copertina
Cosa è cambiato nella società, nell’economia e nelle istituzioni italiane trascorso il primo quinquennio di legislatura grillina? La desolante risposta è: “Assolutamente nulla”


 

In nome del figlio

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Jole Garuti

In nome del figlio.
Saveria Antiochia, una madre contro la mafia

Prefazione di don Luigi Ciotti

10 gennaio 2018
pp. 258
€ 16,00
ISBN 9788898231836







DESCRIZIONE

Il 6 agosto 1985 la mafia uccise a Palermo Roberto Antiochia, giovane poliziotto. Sua madre Saveria, nel nome del figlio, è rinata per dedicare ogni energia all’impegno antimafia e per far conoscere e diffondere i valori e gli ideali del suo ragazzo.
Consegnò a «la Repubblica» una lettera implacabile indirizzata al ministro degli Interni: “Li avete abbandonati”, provocando forti polemiche. Fu tra i fondatori del Circolo Società Civile di Milano, del Coordinamento antimafia di Palermo e di Libera. Nel 1990 venne eletta al Consiglio comunale di Palermo, ma la politica non era il suo mondo. Dal 1993 frequentò Sariano, un paesino del Polesine diventato quasi un’università popolare dell’antimafia per la caratura e la passione dei partecipanti ai dibattiti: magistrati, giornalisti, politici, semplici cittadini provenienti da tutta Italia.
Con fatica fu presente a ogni udienza dei processi per l’uccisione di Roberto e Ninni Cassarà e la sua testimonianza fu determinante. Non tollerava alcun cedimento dello Stato alla mafia, tanto meno l’ipotesi di una trattativa, ed era subito pronta a prendere la penna o il telefono per far sentire la sua voce fremente e la sua indignazione. Nelle scuole di tutto il Paese raccontò, senza lacrime, gli ideali di Roberto, la sua volontà di difendere i diritti dei più deboli, di lottare per una Italia libera e democratica, contrastando l’arroganza e la violenza mafiosa; e il silenzio con cui veniva ascoltata aveva qualcosa di magico.

Quarta di copertina
“Quando ti uccidono un figlio sparano anche su di te. A me avevano sparato col kalashnikov, quel giorno”


 


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